(dis)parità dei sessi

failSe un bambino gioca a cucinare viene deriso (e poi diventa un Cracco o chi per esso), se una bambina preferisce le macchinine alle bambole di sicuro verrà additata come “quella strana”. Abbiamo lottato per la parità dei sessi e riusciamo ad incastrarci negli stessi luoghi comuni di sempre.

Nei giorni scorsi ad una delle più importanti conferenze nel suo ambito, due ragazzi stavano discutendo di argomenti tecnici con un filo di malizia. Una ragazza davanti a loro si gira, scatta loro una foto e la pubblica su Twitter per esprimere tutta la sua indignazione in pubblica piazza. Magari aggiungendo un altro paio di tweet, si sa mai che gli organizzatori si perdano una segnalazione tanto importante. Segue squalifica (dall’evento in questione) di due anni per i villani, con conseguente trionfo della paladina del doppio senso.

Al ritorno a casa uno dei due condannati, che era alla conferenza per conto di uno degli sponsor, ha ricevuto una lavata di capo dal suo superiore e sa che per un bel po’ la sua reputazione professionale sarà compromessa. L’indignata non perde occasione per rincarare la dose sul proprio blog, col tono di chi ha fatto valere i suoi diritti ed ottenuto giustizia. La maggioranza dei commenti ricevuti non sono propriamente “a sostegno della sua tesi”, per usare un eufemismo.

Ho interessi prettamente maschili da sempre, e lavoro in ambito IT da altrettanto. Ho perso la pazienza in alcuni casi e fatto buon viso a cattivo gioco in altri, ma a quanto pare i piantagrane sono l’unica specie che ha ottenuto la parità dei sessi.

Happiness is

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Oggi l’ONU ha deciso di ricordarci che oggi è un buon giorno per (ricordarci di) essere felici. Fosse per me ogni giorno dovrebbe essere la festa della felicità, per darci almeno un sorriso quando la vita sembra prenderci a schiaffi.

Perchè, tra un’acrobazia e un piccolo sfizio, a fine mese ci arrivo.
Perchè, nonostante essere una donna in un settore prettamente maschile non sia facile, ho un lavoro nel mio settore puntualmente pagato.
Perchè, anche se lo spazio sembra non bastare mai, stare tra le mura di una casa che rendo mia giorno dopo giorno mi scalda il cuore.
Perchè, al di là delle incomprensioni quotidiane, ho un compagno e un figlio straordinari.
Perchè chissenefrega delle distanze, il ventunesimo secolo riesce a farmi sentire l’affetto delle persone a cui voglio bene in tutti i modi possibili.

Se queste mie parole stessero in un post-it, avrebbero un posto d’onore sulla porta del frigo.

Dove eravamo rimasti?

keep-calm-and-write-something-35Perchè in fondo, ma nemmeno tanto in fondo, il blog più che una casa è un vecchio amico. E riprendere i discorsi dopo tanto tempo è difficile, ma una volta dato il via mesi di assenza possono evaporare in pochi istanti.

Bentornato blog, bentornata me.