RunFefyRun: una straordinaria Stratorino 2016

Sono ancora sotto le 10 gare a cui ho partecipato, ma su come funziona una mezza idea me la sono fatta: ti iscrivi (e metti mano al portafoglio in maniera più o meno consistente), vai a ritirare il pacco gara (quel che passa lo sponsor, normalmente la maglietta dell’evento), vai alla gara e aspetti la partenza, fai la gara (non è da darsi per scontato), arrivi alla fine della gara (non è scontato neanche questo), varie ed eventuali.

Se la Color Run è stata un disastro sotto TUTTI i passaggi elencati qui sopra, la Stratorino mi ha fatto venire voglia di correre una gara a settimana.
“classica” iscrizione online su mySdam che accetta persino il bonifico effettuato in diretta tra i tanti metodi di pagamento, due mail con numero di pettorale e istruzioni per il ritiro del pacco gara qualche giorno prima dell’evento. Nonostante abbia affrontato il centro città di sabato pomeriggio, i volontari hanno dimostrato la massima disponibilità anche nel consigliare la taglia della t-shirt. Un pacco gara pieno di piccoli pensieri dello sponsor: un sacchetto di frutta secca, latte al cioccolato, un succo e qualche tè freddo in brick, un integratore che sa di lecca lecca ma fa il suo dovere, un pacchetto di fazzoletti per questo meteo ballerino… il tutto racchiuso in una borsa frigo 🙂 inoltre coincidendo l’evento con la festa della mamma, uno degli sponsor ha regalato alle donne un etto di bresaola che ha accompagnato la mia colazione salata il grande giorno.

Partenza puntuale con un sole arrivato a sorpresa, con un quarto d’ora accademico dato dal sindaco che sente la pressione delle elezioni imminenti.
Un mare di gente riempie via Roma, eppure quasi non fatico a farmi strada tra passeggini e cani. La musica presente per tutto il percorso dà una carica senza pari, gli artisti di strada e i DJ della radio sponsor in piazza Vittorio danno un tocco di colore senza essere invasivi (a meno che non si voglia correre ad abbracciare il finto vigile urbano o battere un cinque alla donna sui trampoli senza farla cadere). Due grandi cartelli indicano che si può affrontare un percorso da 5 o 10Km, a libera scelta del momento. I vigili urbani si limitano a commentare: “ma quanti sono?” mentre nessuno dei partecipanti perde il sorriso nemmeno quando il sole scalda più del previsto e la stanchezza si fa sentire.

Al mio odiato/amato parco del Valentino c’è il giro di boa e il primo punto ristoro: afferro al volo un succo di frutta e faccio l’errore di berlo in corsa tutto d’un fiato. La mia compagna di corsa prende della sana acqua a temperatura ambiente e ce la dividiamo, un po’ per dissetarci e un po’ per buttarcela in viso e sui capelli. La cosa si ripeterà tra il 7° e l’8° Km, ad un secondo e inaspettato punto di ristoro.
Lo smartwatch mi dice che mi stanno aspettando al traguardo e io intravedo la scritta “ARRIVO” sullo stesso gonfiabile che ci ha visto partire: tra un occhio commosso e un sorriso saluto i miei due uomini e arrivo alla fine.

Nel pomeriggio mySdam mi manda un sms col tempo ufficiale: ho fatto e so fare di meglio, ma non sono mai stata così contenta di esserci stata.

(ho corso di fianco all’uomo in abito talare 200m dopo questo scatto, quindi da qualche parte c’ero anche io!)

Prossimo appuntamento: …e come faccio a decidermi?

2 Replies to “RunFefyRun: una straordinaria Stratorino 2016”

  1. ho letto tutto d’un fiato…tu lo sai, io ho iniziato a correre da pochissimo e sto facendo una fatica incredibile. Sto seguendo un allenamento progressivo per arrivare a correre i 5k per poi passare ai 10k. E’ dura, ma non mollo. Se all’inizio avevo dei problemi con le ginocchia (doloranti da far paura), ora il mio vero problema è il fiato e le salite. Però mi sono resa conto di una cosa…è più il limite mentale che non riesco a superare perché delle volte al termine dell’allenamento mi rendo conto di avere ancora molte energie da spendere…suggerimenti?

    1. La costanza aiuta tanto. Lo dico anche e soprattutto per me stessa, che ho avuto periodi in cui ho appeso le scarpette al chiodo ed è stato difficile ricominciare.
      Col tempo sto anche scoprendo che variare l’allenamento è un buon suggerimento. Ci scriverò su due righe magari, ma ai tempi ho iniziato con un programma “precompilato” per passare da 0 a 5K, seguito poi dall’incontro di una figura un po’ più professionale che mi ha iniziato a far scoprire l’ABC delle tecniche di corsa.
      E poi non sempre bisogna spomparsi del tutto… altrimenti ad un evento o qualcosa del genere che si fa? Tu sapevi che molti maratoneti si allenano fino a 30Km e da lì in poi solo il destino decide le sorti delle loro gare?
      Abbracci sudaticcimissimi!

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