LAC for dummies #1: prova gratuita by Acuvue

Mi sono accorta che la mia vista non era più perfetta dopo le prime lezioni in aula universitaria, dove la distanza con la lavagna a volte può essere insormontabile. Con mio sommo stupore, scopro che nel giro di poco tempo (avendo preso la patente due anni prima) ero passata da 10 decimi a obiettivo fuori fuoco: miopia pochissima, astigmatismo livello “signorina, le lenti gliele devo ordinare su misura”. La sentenza: obbligo di occhiali tutto il giorno, tutti i giorni. Con l’aggravante economica data dalle lenti “su misura” che costano più della montatura.

Fino a quando non ho scoperto gli e-commerce del settore faticavo a trovare una montatura che mi piacesse, per poi cambiarla solo quando cadeva a pezzi. In 9 foto su 10 tolgo gli occhiali perchè nonostante li porti sempre non riesco a sentirli miei, circondandomi ogni volta di un allure da pesce lesso a causa dello sguardo perso del vuoto a causa del campo visivo sfocato. Le autorità quando sfogliano il passaporto mi chiedono se sono stata portata in questo paese legalmente o se contro la mia volontà, ma dettagli.

La mia fifa continua a farmi indugiare sul fronte della chirurgia refrattiva, così quando qualche settimana fa mi sono imbattuta nella prova gratuita Acuvue ho pensato di poter fare un tentativo anche solo per capire se esistono lenti per chi porta fondi di bottiglia come i miei. Gli ottici di turno si sono consultati a lungo e mi hanno detto “dobbiamo ordinarle, le faremo sapere”, ma abituata alle mie lenti “su misura” aspettare un paio di giorni non è stato un problema rispetto alle canoniche due/tre settimane.

Nel momento in cui sono tornata in negozio entusiasta, la commessa è entrata in modalità Aragorn…

Mi fissa un appuntamento 10 giorni dopo. Torno in negozio e l’ottico mi dice subito “forse era meglio venisse struccata”, ma sorridiamo e facciamo buon viso a cattivo gioco. Giovanni, che al momento della stesura di questo post ha già ultimato l’apertura di un bar sulla spiaggia su un’isola di cui non mi vuole rivelare la posizione, mi invita a lavarmi le mani dopo aver controllato la mia lacrimazione infilandomi una striscia di carta nell’occhio e già mi chiedo chi me l’ha fatto fare. Nel frattempo spacchettiamo il campione di lenti giornaliere, in confezione da 5 e mi spiega le basi:

  • le lenti non si possono conficcare nel cervello o andare dietro l’occhio
  • le lenti si tolgono solo se siamo noi a levarle, soprattutto di questa tipologia che è morbida e sottilissima
  • le lenti non si toccano se non con le mani pulite e se sono giornaliere non vanno riutilizzate
  • le lenti se si sporcano danno MOLTO fastidio
  • le lenti fanno capire ampiamente se sono messe nel modo sbagliato (ad esempio dando fastidio)
  • le lenti ringraziano ogni volta che sbattiamo le palpebre

Annuisco mentre fisso quella scodellina appoggiata sulla mia falange, un po’ spaventata mentre santo Giovanni subito mi spiega come mettere le lenti. Con la proverbiale fortuna del principiante, ci riesco al primo tentativo. Va sottolineato che questa cosa non si verificherà mai più ed è la ragione per cui Giovanni sta sorseggiando Cuba Libre anzichè consigliare clienti sulle lenti Rodenstock o Zeiss.

Mi sento Robocop al primo risveglio: vorrei tuonare “il mondo è mmmio” e sfoggiare un ghigno malefico, ma Giovanni mi mette subito alla prova facendomi leggere un po’ di “N R H T” a caso. Accertati 12/10 e 10/10 per occhio, scopro una realtà sconvolgente: anche se la prescrizione degli occhiali e delle lenti a contatto sono diverse a causa dell’astigmatismo fuori misura, riesco a coprire ampiamente il difetto visivo. Morale della favola: in questa prima fase è vietato fare di testa propria, per sperimentare serve un complice!

Mentre sto ancora esultando per aver riconquistato la visione periferica, Giovanni mi riporta alla realtà: “Stefa’, ora devo insegnarti a toglierle”. Dopo mezz’ora di “mantieni la calma”, di  “di lì non scappano” e di “un mio cliente ha usato il getto della doccia per toglierle”, torno con le mie scodelline sui polpacci. Altre ere geologiche per tornare in modalità Robocop e ci diamo appuntamento ad un altro giorno con le lenti indossate, visto che sono le 20 inoltrate e il massimo che posso fare è andare al cinema in terza fila a vedere Civil War e scoprire l’effetto che fa.

La prova è stata gratuita, ma sul coupon c’è scritto che l’ottico si riserva il diritto di farsi pagare la “manodopera” dello stare un’ora e fischia a insegnarti le basi + visita di controllo dopo qualche ora di posa. Nel mio caso me la sono cavata con meno di 10€ di acquisto di soluzione unica (che serve a lavare le lenti in caso cadano o si sporchino) e lacrime artificiali (fondamentali per chi porta le LAC, non ne parliamo per chi lavora al computer, figuriamoci se in presenza di aria condizionata. Manca solo il mio nome scritto sul flacone)… recuperati tra campione di 5 coppie di lenti giornaliere e custodia omaggiata da Giovanni-ti-voglio-tanto-bene-ma-tu-no.

Per chi non fosse interessato alle giornaliere, il coupon è valido anche per una coppia di lenti quindicinali (che, come per le giornaliere, sfiora un valore di mercato di circa 10-12€) ed è ottenibile QUI. Tra gli ottici aderenti ci sono sia grandi catene che negozi indipendenti, quindi c’è l’imbarazzo della scelta.


Considerato che sono una fifona cronica, mai avrei pensato che un campione potesse farmi svoltare a tal punto. Non so ancora se penso di passare in toto alle LAC perchè non sono consigliate per il numero di ore che io porto gli occhiali (difficilmente meno di 16), però posso quasi dimenticare quelle volte in cui un acquazzone imprevisto mi ha fatto venire voglia di avere i tergicristalli incorporati nella montatura! Complice il fatto che le lenti Acuvue bloccano gran parte dei raggi UVA e UVB, le ho trovate ottime anche – e soprattutto – per fare sport. Acuvue non mi paga, è che cercando in giro qualche informazione sono pochissime le aziende che producono lenti a contatto col blocco dei raggi UV. Non sostituiscono gli occhiali da sole, ma è meglio di nulla.

L’animo geek ha fatto sì che ci sia dell’altro da raccontare, ma questa è un’altra puntata…

2 Replies to “LAC for dummies #1: prova gratuita by Acuvue”

    1. Le faccio talmente diradate (vergogna!) che di solito le prenoto privatamente in modo da farmele rimborsare dall’assicurazione… è inaccettabile aspettare mesi per visite così importanti come quelle oculistiche!

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